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Andrea Lanza

DICONO DI ANDREA

MARCO
Ammetto qui ed ora di aver detto una tremenda cazzata. Il giorno in cui il Casty mi disse di averlo contattato, per suonare con noi, io esposi dei dubbi a proposito. Beh, posso dire che è bastata una prova per farmi buttar fuori gli occhi: chitarrista tosto, preciso, e soprattutto con un gran gusto. E' sicuramente il valore aggiunto del gruppo, e posso dire che tecnicamente non c'è gioco: il miglior chitarrista con cui abbia suonato. Ha un futuro il ragazzo, non ce n'è. Credo inoltre che, a livello di gusti musicali, sia sicuramente uno di quelli con cui meglio mi trovo. Presenza discreta, si rivela completamente andato come gli altri, quando si finisce sui terreni fertili delle birre e delle donne. Quando c' è da fare la minchiata, c' è anche lui. E col sorriso. Completa il quadro un carattere fantastico, e una sensibilità non comune, nelle cose importanti. Uno di quelli con cui spero di camminare per un pezzo.

CASTY
Anche Andrea, come Santino, l’ho conosciuto al concerto-maratona del Fico d’india del 2003, lui era il chitarrista dei Voodoocat, un altro gruppo hard rock molto simile a noi, tanto e vero che molto spesso abbiamo fatto diversi concerti e jam-session assieme. Nel 2003 lui aveva 17 anni ed era sbarbatissimo, come adesso del resto, ma fin d’allora aveva una manina che mi piaceva di brutto. Abbiamo avuto poi occasione di conoscerci meglio al mare nell’estate sempre del 2003 nel momento in cui non solo abbiamo scoperto di essere entrambi dei “terroni calabresi” ma addirittura dello stesso paesino. (…toh i casi della vita) il suo ingresso nel gruppo che è avvenuto l’estate 2005, è considerato da me e dal resto della band, usando un gergo calcistico, come uno degli acquisti migliori del mercato. Sono e siamo davvero orgogliosi di suonare con Andrea, credo seriamente che questo simpatico allievo del C.P.M. di Milano prometta davvero bene e che diventerà sicuramente un turnista, anche se, spero che una volta che ciò accada, lui decida comunque di non abbandonarci e di continuare ad ubriacarsi assieme a noi. Anche lui come Santino, si può dire che è arrivato tra noi in modo abbastanza discreto ed in punta di piedi. Anche se le prime prove, in quanto a dialogo era abbastanza sulle sue, pur facendo subito vedere di che pasta era fatto con la sei corde, non ci volle molto a capire che si trattava di una sorta di pseudo-timidezza iniziale dovuta alla poca frequentazione. Le mie parole a tal proposito furono: dategli tempo di capire quanto siamo teste di cazzo e vedrete che cosa ne verrà fuori. Difatti, da li a poche settimane, avevamo creato un mostro. Il giorno in cui lo vidi per la prima volta sfottere Tex e imitarlo mentre gesticola, mi sono detto: ragazzi… e fatta !!