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BERLUSCONI ALL’INFERNO
Un giorno Berlusconi muore per un improvviso attacco cardiaco e finisce all'inferno,
dove Belzebù lo sta aspettando.
"Non so cosa fare", esordisce il Diavolo, "non ho più
posto per te. D'altro canto devi obbligatoriamente stare qui".
Dopo averci pensato su: "Sai cosa faccio? Ho due altre persone che non
sono state tanto cattive. Ne lascerò andare una per te. Anzi, ti lascio
addirittura scegliere quale liberare".
A Silvio la proposta sembra accettabile e così il Diavolo apre la prima
porta.
Lì dentro, in una grande piscina, nuota Craxi che si immerge ripetutamente
tentando di portare in superficie un immenso e sfavillante tesoro, riemergendo
però sempre a mani vuote. E si immerge e riemerge. Questo il suo destino,
all'inferno.
"No" dice il Cavaliere "non ci siamo, non sono un gran nuotatore
e poi a mani vuote non posso restare, non potrei fare questo per l'eternità".
Nella stanza successiva trovano Cossiga, che con un enorme piccone deve frantumare
giganteschi massi di pietra durissima e poi altri ed altri ancora.
"No, sai che ho un problema alla spalla, mi farebbe male picconare in continuazione".
Il Diavolo apre la terza porta. All'interno, l'ex presidente degli U.S.A. Bill
Clinton, sdraiato sul pavimento, con le braccia dietro la nuca e le gambe larghe;
china su di lui c'è Monica Lewinsky intenta nell'ormai famosa attività.
Berlusconi osserva incredulo e dopo un po' dice: "Si può fare, vada
per questo".
"OK!!!" dice il Diavolo, "Monica, tu sei libera puoi andare!!!!"
CALTANISSETTA
Un signore sta percorrendo una strada secondaria nella campagna di Caltanissetta.
Su un rettilineo vede un uomo che si sbraccia, facendo segno di fermarsi. L'automobilista
si ferma: "Hai bisogno di qualcosa?" "Mi scusasse, non è
che per caso vossia sta andando a Caltanissetta?" "Si, perchè?"
A questo punto il viandante tira fuori una lupara e la punta contro il guidatore:
"Esci subito fuori dalla macchina o ti sparo!" Terrorizzato, il signore
scende dalla vettura. "Ora tirati fora la minchia o ti sparo!" In
preda al panico il malcapitato si tira fuori l'uccello. "Fatti una sega
o ti sparo!" "Ma, veramente..." "Ti dissi fatti una sega
o ti sparo! Hai capito o te lo devo fare capire con un colpo di lupara?"
"No, no. Ho capito!" E così, il poveretto si fa una sega. "Ora
fattene un'altra o ti sparo!" "Come, un'altra?" "Ti dissi
fatti un'altra sega o ti sparo! Hai capito, o te lo devo fare capire con un
colpo di lupara?" Il poveretto si fa un'altra sega. "Ora fattene un'altra
o ti sparo!" "Un'altra???" "Ti dissi fatti un'altra sega
o ti sparo! Hai capito, o te lo devo fare capire con un colpo di lupara?"
Sotto la minaccia della lupara il malcapitato si fa la terza sega. "Ora
fattene un'altra o ti sparo!" "Ma è impossibile. Non ce la
faccio più! Vedi? Non mi si drizza neanche se lo prendi a luparate!"
"Allora va bene così, te lo puoi rimettere dentro!" Poi l'uomo
si gira verso un cespuglio e urla: "Cammelina! Vieni pure, che il signore
è così gentile da darti un passaggio fino a Caltanissetta!"
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