 |
 |
Quando tutto sembrava procedere alla perfezione, gli “Stato Brado”
sono costretti a cambiare il
nome per via di un’omonimia con un altra band che lo deteneva da molto più
tempo, cosicché, il
nome ha subito una traduzione latina, divenendo così l’attuale denominazione
del gruppo, e cioè
“Status Braida”.
Ormai al completo e con un nome nuovo di zecca gli “Status Braida”
riprendono le date, riuscendo a
suonare anche durante la permanenza a naja del Casty, approfittando persino delle
licenze di fine
settimana.
Scavalcato anche quest’ultimo ostacolo, la band incappa purtroppo in un’agenzia
di promoter che,
con il pretesto di date e soldi facili, al contrario, distrugge gli “Status
Braida” non solo a livello di
immagine ma anche a livello economico.
A questo punto la situazione è alquanto critica e, dopo disperate soluzioni
e screzi vari, nel
novembre 2000 il gruppo decide di sciogliersi.
Il casty però non ci sta, e, dopo mesi a pensare, quando nel maggio 2001
gli viene proposto di
partecipare alla festa della birra di Caronno, egli accetta lo stesso e da conferma
agli organizzatori
della sua presenza pur non disponendo più di un gruppo con il quale potersi
esibire.
L’obiettivo ora è uno solo: ricostituire gli “Status Braida”.
Dopo due mesi, con il ritorno del Casty, di Marco Leone e di Ivan Lorello, e,
con i nuovi arrivi Tex
(ex Snakebite) e Simone Nania (ex Euthanasia) alle chitarre, gli “Status
Braida” si riuniscono e sono
pronti a suonare proprio per la festa della birra di Caronno.
|
 |